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Sindaco

La carica di sindaco è ricoperta dal prof. Carlo Portaluri, eletto il 28-29 Maggio 2006.

          • Data di nascita : 08/07/1951
          • Luogo di nascita : Maglie (LE)
          • Titolo di studio : Perito Industriale Capotecnico
          • Professione : Docente Scuola Media
          • Precedenti esperienze amministrative : 
            • Consigliere comunale dal 2001 al 2006
            • Assessore comunale dal 1998 al 2001
          • Hobby :
            •   Caccia - pesca - modellismo

 

  •  Componente Commissione Comunale :   
    • Per il paesaggio
    • Protezione civile

Il Sindaco riceve i cittadini giovedì dalle ore 11.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.00 alle ore 17.00 presso la sede di Piazza XXVI aprile, 14.

Indirizzo e-mail: sindaco@comunedipontoglio.eu

 

lettera di BENVENUTO A DON MASSIMO

Desidero esprimere il mio personale compiacimento, quello dell’Amministrazione comunale, delle comunità civile e religiosa a Don Massimo, nuovo Curato, esternandogli la nostra soddisfazione, la nostra sincera amicizia, la nostra stima e rispetto.

Benvenuto , perciò, in mezzo a noi ed il popolo che rappresento la saluta con molta cordialità e speranza, consapevole di iniziare, da oggi, la nuova pagina della sua storia, tradizionalmente e strettamente legata al cristianesimo e, perciò, fiduciosa di stabilire rapporti di reciproca attenzione, di collaborazione, pur nella distinzione delle specificità dei ruoli di ciascuno.

Infatti, una civile convivenza si organizza in modo adeguato se chi ha responsabilità collettive, uscendo dal proprio individualismo, da ascolto alle attese dei cittadini, che costituiscono il primo soggetto sociale cui occorre relazionarsi, proponendo finalità chiaramente ispirate, con particolare riguardo alle istituzioni educative e formative, alla scuola, alla famiglia ed ai giovani.

La nostra è una comunità viva nella fede che vuole continuare ad essere una famiglia solidale, aperta, disponibile al dialogo, attenta ai bisogni dei deboli e dei poveri. Infatti, per il bene comune, è necessario accogliere l’individualità dell’altro, poiché non esiste una sola verità, ma parti di verità possedute da questo o da quel soggetto.

Solo nel riconoscimento di una pluralità di idee, è possibile reciprocamente arricchirsi ed avvicinarsi alla verità, vivendo in comunione con gli altri, proponendo e non imponendo il proprio pensiero, ma trovando, insieme, una soluzione. Solo, così, le capacità di ciascuno possono trasformarsi in risorse utili a vantaggio degli altri, per costruire quel progetto di vita fondato nella vicendevole collaborazione che sta al vertice della vita dell’uomo.

In tale prospettiva, sta il nesso di correlazione, lo stretto rapporto fra queste espressioni di saluto rivolto a lei, Don Massimo, ed il messaggio di commiato indirizzato a Don Roby. Intendo dire che la nostra comunità avverte il bisogno di continuare a vivere la propria storia umana, religiosa, civile e sociale, già tracciata da Don Roby ed improntata alla stessa semplicità, spirito di sacrificio, disponibilità, amicizia e schiettezza, con cui egli ha caratterizzato la sua attività, con una particolare attenzione verso i malati, gli anziani, i bisognosi ed i disagiati ma soprattutto verso i nostri giovani.

Perciò, ella, Don Massimo, è chiamato a raccogliere l’eredità di bene lasciata da Don Roby, arricchendola con la specificità del carisma e dei valori di cui è portatore.

A noi, Don Massimo, non resta altro che collaborare, seguendo il suo progetto pastorale. Il mio auspicio è che la sua venuta, Don Massimo possa trasformarsi in un richiamo ed in uno stimolo forte per consolidare obiettivi comuni: il far crescere i nostri giovani nel rispetto degli altri e nella vicinanza a Dio.

Noi vogliamo concorrere a costruire una buona società, dove la verità, la concordia ed il rispetto reciproco possano essere i fondamentali valori del vivere comune.

E’ un lavoro lungo, difficile e faticoso da fare, insieme, giorno dopo giorno.

Noi siamo qui per iniziare questo percorso nel segno della continuità del patrimonio ereditato da Don Roby, ma desiderosi di crescere ulteriormente.

Benvenuto, perciò, Don Massimo, nella nostra comunità.

 

Sindaco di Pontoglio
prof. Carlo Portaluri

lettera di COMMIATO A DON ROBY

E’ per me un onore poter salutare, a nome di tutta l’Amministrazione comunale e della cittadinanza, Don Roby. Il sentimento di sincera amicizia cresciuto in questi anni, mi permette di esprimerti una grande gratitudine per essere stato fra noi assumendo un ruolo di guida e di riferimento sicuro per tanti ragazzi e adulti . Certo è, caro don Roby che il tuo rapporto di amico, confessore e collega di lavoro, scatena in me sentimenti contrastanti ed emozioni, attraversate insieme da gioia e rammarico.

Ed è in questo tumulto di sentimenti che sento di dover porgere il saluto dell’arrivederci al nostro curato uscente Don Roby e di benvenuto al curato subentrante Don Massimo, cercando per me stesso e per la comunità dei fedeli le ragioni di questo avvicendamento, trovandole in un passo del Concilio Vaticano II°, relativo al Decreto sul ministero e la vita sacerdotale, che, così si esprime: “i presbiteri, cioè, i sacerdoti sono stati presi fra gli uomini e costituiti in favore degli uomini stessi nelle cose che si riferiscono a Dio, per offrire doni e sacrifici: essi vivono in mezzo agli uomini e costituiti come fratelli in mezzo ai fratelli”.

A questa dottrina del Concilio si è configurata la vita sacerdotale di Don Roby in mezzo a noi.

Accanto all’obbedienza ed alla professionalità, Don Roby ha espresso chiare virtù, come la semplicità e la consapevolezza di agire sempre nel nome di Dio. E’ stato in mezzo a noi con discrezione, ma anche con autorità, ha ricucito o sanato situazioni difficili: come insegnante, ha diffuso la sua cultura religiosa agli studenti che hanno visto in lui l’amico o il confidente, che li guidava nel cammino di fede.

La comunanza di sentimenti e di stima instauratasi, sviluppatasi e convalidatasi nel tempo, è sfociata in una leale collaborazione per il bene comune, il Nostro Pontoglio.

E’ stata, certamente, la sua guida spirituale che ha prodotto tanto bene alla comunità dei fedeli ed ha costituito un sicuro punto di riferimento; perciò, Don Roby ti presento i ringraziamenti di tutti, anche di quanti talvolta non hanno condiviso appieno le tue scelte.

Tu, certamente, saprai cogliere dalle mie espressioni e dallo sguardo di chi sta partecipando a questo momento di commiato il bene che ti vogliamo e vorremmo dimostrarti. Desidero rappresentare tutti: i presenti, gli assenti, i malati, quelli che guardano da lontano e coloro che hanno lasciato la nostra terra.

Tutta la comunità ecclesiale e civile ti è grata per l’impegno profuso nell’opera svolta durante i sette anni di ministero sacerdotale in mezzo a noi, per il cammino fatto insieme, per i valori umani, sociali e cristiani che hai proposto e che ci guideranno nel nostro percorso futuro.

Noi che abbiamo la responsabilità di governare e di amministrare, abbiamo l’obbligo di guardare avanti, stimolati proprio da quei valori che tu ci hai testimoniato; perciò, è per me motivo di orgoglio poterti confermare, a nome di tutta la collettività che rappresento, i sentimenti di affettuosa amicizia, di sincera gratitudine e voti augurali per la tua nuova missione.

Ciao Don, nostro grande albero, ti abbraccio a nome di tutti i pontogliesi.

 

Sindaco di Pontoglio
prof. Carlo Portaluri 

SALUTO AL NUOVO PARROCO DON ANGELO MOSCA

E’ per Me motivo di gioia poter porgere, a nome di tutta l’Amministrazione Comunale e della Cittadinanza, il referente Saluto al nostro Vescovo , ringraziandolo di cuore per averci dato un nuovo pastore. Sono onorato di essere qua insieme a tutti voi per la festa di insediamento di don Angelo, al quale porgo un caloroso saluto di benvenuto.
Esprimo il mio personale compiacimento, quello dell'Amministrazione comunale che mi onoro di rappresentare, della comunità civile e religiosa a Don Angelo, nuovo Parroco della nostra chiesa esternandogli la nostra soddisfazione, la nostra amicizia, la nostra stima e rispetto.
Benvenuto, perciò, in mezzo a noi, ed il popolo che rappresento la saluta con molta cordialità e speranza, consapevole di iniziare, da oggi, la nuova pagina della sua storia, tradizionalmente e strettamente legata al cristianesimo e, perciò, fiduciosa di stabilire rapporti di reciproca attenzione, di collaborazione, pur nella distinzione delle specificità dei ruoli di ciascuno. Una civile convivenza si organizza in modo adeguato se chi ha responsabilità collettive, come l'Autorità politica e quella ecclesiale, uscendo dal proprio individualismo, dà ascolto alle attese dei cittadini, che costituiscono il primo soggetto sociale cui occorre relazionarsi, proponendo finalità chiaramente ispirate, con particolare riguardo alle istituzioni educative e formative, alla scuola, alla famiglia ed ai giovani.
La nostra è una comunità viva nella fede che vuole continuare ad essere una famiglia solidale, disponibile al dialogo, attenta ai bisogni dei deboli e dei poveri.
Per il bene comune, è necessario accogliere l'individualità dell'altro, poiché nessuno può pretendere di possedere l’intera verità, ma deve ascoltare sempre i punti di vista dell’altro.
Solo nel riconoscimento di una pluralità di idee, è possibile arricchirsi ed avvicinarsi alla verità, vivendo in comunione con gli altri, proponendo e non imponendo il proprio pensiero, ma trovando insieme soluzioni concrete.
Solo, così, le capacità di ciascuno possono trasformarsi in risorse utili a vantaggio degli altri, al fine di costruire quel progetto di vita fondato sulla collaborazione che sta al vertice della vita dell'uomo.
Intendo dire che la nostra comunità avverte il bisogno di continuare a vivere la propria storia umana, religiosa, civile e sociale, già tracciata dai vari parroci che l’hanno preceduta, improntata alla stessa semplicità, umiltà, spirito di sacrificio, disponibilità, amicizia e schiettezza, con cui hanno caratterizzato la loro attività, con una particolare attenzione verso i malati, gli anziani, i bisognosi ed i disagiati.
Perciò, Ella, Don Angelo, è chiamato a raccogliere l'eredità di bene lasciatole, arricchendola con la specificità del carisma e dei valori di cui è portatore.
La nostra comunità sarà attenta anche alle modalità con cui Ella vorrà organizzare la sua missione pastorale, in quanto ci consideriamo Parrocchia ATTIVA, per la storia passata, per la sua grande tradizione di fede e per la sua voglia di crescita spirituale.
A noi, Don Angelo, non resta altro che collaborare, seguendo il suo progetto pastorale.
Il mio auspicio è che la sua venuta, Don Angelo, possa trasformarsi in un richiamo ed in uno stimolo forte per raggiungere ALTRI OBIETTIVI COMUNI.
Ciò comporta una sua presenza in mezzo a noi attenta ed assidua, che esige una intensa carica umana, capace di creare dialogo e cooperazione, non chiusure corporative, frammentazione e di contrapposizione.
Noi vogliamo concorrere a costruire una buona società, dove la VERITA’, la CONCORDIA ed il RISPETTO RECIPROCO possano essere i fondamentali valori del vivere comune.
E' un lavoro lungo, difficile e faticoso da fare, insieme, giorno dopo giorno.
Noi siamo qui per iniziare questo percorso nel segno della continuità del patrimonio ereditato , ma desiderosi di ulteriore crescita.
BENVENUTO, perciò, Don Angelo, nella nostra comunità!!!

 

Sindaco di Pontoglio
prof. Carlo Portaluri 

interventi

   

informatore comunale "Autunno - Inverno 2008"

 

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informatore comunale "Speciale Due Anni insieme"

 

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